Recioto della Valpolicella Doc

Insieme all'Amarone, il Recioto rappresenta il cuore della storia e del territorio della Valpolicella. Si distingue per la sua inconfondibile grande struttura ed il buon grado alcolico, risulta dolce e amabile grazie alla presenza dei residui zuccherini.

Similmente all'Amarone, anche i grappoli destinati alla produzione del Recioto vengono sottoposti ad un periodo di appassimento, che varia dai 100 ai 120 giorni, in fruttai posizionati in collina, al fine di garantire ottimali condizioni climatiche per l'essiccamento delle uve.
Grazie a questo lento e delicato processo avviene un considerevole aumento del contenuto zuccherino e degli estratti, causato principalmente da una serie di fenomeni metabolici che coinvolgono i principali costituenti dell'uva. La surmaturazione, mediante l'appassimento in fruttaio, è causa di una sostanziale modificazione delle note organolettiche, e la presenza di vitigni autocnoni, aventi spiccate peculiarità, rendono questo vino un prodotto senza eguali.

Le uve appassite, precedentemente selezionate con particolare dovizia da personale altamente qualificato, vengono utilizzate anche per la tecnica del Ripasso. Prima di essere sottoposti alla pigiatura per il conseguente processo di vinificazione, i grappoli vengono ricontrollati , eliminando eventuali parti che si sono ammuffite durante la loro conservazione.

Le uve vocate per la preparazione del Recioto appartengono, in parti variabili, alle varietà Corvina (45%-95%), Rondinella (5%-40%) e Corvignone (max 50% in sostituzione della Corvina). Di questi vitigni si scelgono i grappoli spargoli e maturi, detti “Recie”, da cui il nome Recioto, che sembrerebbe affondare le sue radici in un passsato antico (deriva dal latino “recis”, grappoli). Infatti un tempo, venivano utilizzate quelle parti di grappopo in posizioni laterali, le ali appunto, che venivano designate con il termine dialettale “Recie”, oppure le punte.

Attualmente si usa far appassire le uve utilizzando appositi graticci costituiti da canne palustri, sostenuti da particolari impalcature, sebbene ultimamente vengano adottate soluzioni più pratiche ed economiche che prevedono l'utilizzo di piccole cassette sovrapponibili formate da listelli di legno o plasica, detti plateaux.

Ormai abbandonato il sistema, utilizzato un tempo, di appendere i grappoli singolarmente, mediante uncini, su travi o corde, diposte sia in orizzontale che in verticale.

CARATTERISTICHE DEL RECIOTO

Colore: rosso rubino carico, tendente al granato, talvolta impenetrabile
Profumo: deciso, di frutta passita e ciliegie sotto spirito
Sapore: strutturato, vellutato, ricco, delicato, caldo e amabile.
Gradazione minima:14°, di cui almeno 12° in alcool svolto
Estratto secco netto minimo:22,0 g/l

MODALITA' DI SERVIZIO DEL RECIOTO

Servire a 18, stappando la bottiglia qualche minuto prima di servire il vino.

PERIODO MASSIMO RENDIMENTO GUSTATIVO

Ottimo anche da annata, ma predilige i due anni.

ACCOSTAMENTI

La struttura del Recioto, così ricca e complessa, trova l'ideale accostamento con dessert, soprattutto pasticceria secca come la “Sbrisolona”, dolci al cioccolato e formaggi erborinati. Ottimo se accompagnato al classico Pandoro di Verona.

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